ViviTuscia

Erano già presenti nelle città greche (come testimonia il nome stesso, che deriva dall’aggettivo greco che significa “caldo”), in forme modeste e a noi poco note.

Ma fu nel mondo romano che esse ebbero le formulazioni architettoniche più razionali e imponenti e la massima diffusione.

Le terme di Viterbo erano già conosciute dagli antichi Etruschi e già questi avevano scoperto il benessere che possono infondere le acque termali.

Le terme di viterbo furono ampliate dai Romani tanto che i resti delle loro strutture occupano un territorio molto esteso.

Tre furono le sorgenti termali maggiormente sfruttate: Aquae Passeris, Paliano e Bullicame famosa, quest’ultima, per la citazione che ne fa Dante nell’Inferno e per i disegni con cui Michelangelo Buonarroti riprodusse lo splendido ambiente termale.

Apprezzatissime da molti Papi, tra cui Bonifacio VIII, le proprietà terapeutiche di queste acque termali spinsero il Papa Niccolò V, nel 1450, a costruirsi una residenza per poter accedere comodamente alle cure.

 

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