ViviTuscia

Il museo Civico di Viterbo è ospitato nei locali dell’ex convento di Santa Maria della Verità, appena fuori le mura civiche della città. Al suo interno è custodita un’importante parte della memoria della stessa, che varia da una bellissima raccolta di sarcofagi etruschi rinvenuti nei territori limitrofi a Viterbo, alle tavole create nel XVI secolo da frate Annio da Viterbo per dimostrare le antiche origini della città fino ad arrivare ad una collezione di vasi da farmacia provenienti dall’Ospedale Grande. Ammireremo inoltre da vicino la Pietà e la Flagellazione di Sebastiano del Piombo, importanti opere conosciute nel mondo. Arricchiti da questa esperienza siamo pronti per addentrarci nel centro storico della città. Costeggiando le mura civiche entriamo da porta Romana, l’antico ingresso alla città verso Roma, per giungere a piazza Fontana Grande, che deve il suo nome alla splendida fontana a fuso che primeggia al centro. Passando per una via secondaria ci addentriamo nel centro storico medievale più grande d’Europa, tra vicoli, archi rampanti, torri, piazzette e profferli.

cosa vedere a viterboQui il tempo sembra essersi fermato, tanto da avere la sensazione di vedere spuntare da un momento all’altro un carro o una carrozza. Da qui, partendo da piazza San Pellegrino, simbolo della Viterbo medievale, attraversiamo tutto il centro storico, Piazza della Morte, il ponte del Duomo fino a Piazza San Lorenzo. Qui si trova il cuore della città antica dove si possono ammirare i resti dell’antico abitato etrusco e la cattedrale di San Lorenzo, stupendo esempio di architettura romanica. Domina la piazza il celebre Palazzo dei Papi famoso nel mondo perché è qui che si svolse il primo “conclave” della storia a seguito della morte, nel 1268, di Papa Clemente IV. Il percorso prosegue verso via dei Pellegrini con una sosta a Piazza del Gesù, cosciuta come piazza del Mercato. In questo luogo avvenne un atroce delitto: all’interno della chiesa di San Silvestro il 13 marzo 1271 i fratelli Guido e Simone di Montfort uccisero il giovane Enrico di Cornovaglia. L’episodio destò scandalo e scalpore, tanto da meritare l’attenzione di Dante Alighieri che condannò i due fratelli nel XII canto dell’Inferno. Infine, percorrendo via San Lorenzo raggiungiamo Piazza del Plebiscito, nota ai viterbesi come Piazza del Comune. Qui si ammira da vicino il palazzo dei Priori, del Capitano del Popolo e la Prefettura (ex Palazzo del Legato Apostolico), ripercorrendo le vicissitudini storiche della Viterbo comunale.

 

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