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Bomarzo Il Parco dei Mostri e Caprarola Villa Farnese durata full-day 7/8 ore circa

“Parco dei Mostri”, “Sacro Bosco”, “Bosco Incantato” sono tanti i nomi con cui il giardino di Bomarzo è conosciuto, ma nessuno rende realmente l’idea di questo posto così bizzarro, enigmatico e magico. Accompagnati dai suoni e dai colori della natura ci lasciamo rapire dalla fantastica immaginazione di Vicino Orsini il quale, sul finire del 1500, decide di trasformare una parte del suo feudo di Bomarzo in giardino. Con l’aiuto dell’architetto Pirro Ligorio e dello scultore Simone Moschino, l’Orsini realizza un bosco incantato, popolato da enormi sculture in peperino raffiguranti divinità, draghi, mostri e animali fantastici. Il tutto è avvolto da un alone di mistero poiché quale sia il reale significato del Sacro Bosco è ancora da scoprire. Sono svariate le interpretazioni su questo luogo, ed insieme cerchiamo di capire il significato delle tante figure che popolano il parco. Partendo dalle Sfingi, che danno il benvenuto ma allo stesso tempo fungono da guardiane, attraversiamo il Sacro Bosco osservando da vicino le varie sculture che si incontrano lungo il percorso, tra cui il Proteo, la Lotta tra i Giganti, la Tartaruga ecc. fino a giungere alla Casa pendente. Quest’ultima rende il visitatore spaesato a causa del gioco di prospettive al suo interno, poiché pavimenti e soffitti non sono in linea di conseguenza l’impressione che si ha è assolutamente spaesante. Proseguiamo il nostro cammino fino a giungere al Tempietto in cui riposa Giulia Farnese, moglie di Vicino Orsini, a cui probabilmente il parco è dedicato. Terminato il giro del parco ci prendiamo qualche minuto per poter visitare individualmente e con maggiore consapevolezza le sculture che più ci hanno colpito. L’obiettivo sarà quello di uscire dal Sacro Bosco piacevolmente meravigliati ed incantati, proprio come il suo ideatore avrebbe voluto.

In seguito ad un ottimo pranzo a base delle specialità locali, ci avvieremo in direzione di Caprarola.

Vero gioiello del tardo Rinascimento e scenografia del potere della famiglia Farnese, la Villa di Caprarola, esprime al meglio il concetto di fastosità in cui i nobili dell’epoca erano soliti vivere. Fingiamoci anche noi dame e cavalieri e iniziamo ad osservare le meraviglie artistiche ed architettoniche che questo luogo ha da offrirci. Il palazzo esternamente si presenta con un’architettura rigorosa, che ricorda il progetto originale di fortezza, ma al suo interno si trasforma in uno dei maggiori capolavori dell’architettura italiana. A dominare la scena e creare stupore nello spettatore è la scala monumentale, di forma elicoidale e magnificamente affrescata, che collega i due piani del Palazzo. Al piano primo, dei Prelati, visitiamo alcune sale che prendono il nome dai dipinti che le adornano, come ad esempio la Sala di Giove e la Stanza della Primavera. Successivamente ci dirigiamo al secondo livello, il piano Nobile, dove risiedeva il cardinale con la sua corte. In queste sale le decorazioni arrivano al massimo livello per bellezza, fastosità e maestria d’esecuzione. Infine, dirigendoci verso l’esterno, visitiamo il giardino privato del cardinale Farnese ricco di statue e fontane.

 

 

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